Accademia di Paracadutismo
← Torna al blog

Paracadutismo estremo: discipline, record e sport estremi in Italia

Pubblicato il 7 ottobre 2026 · 11 min di lettura

Paracadutismo estremo: discipline, record e sport estremi in Italia

Con paracadutismo estremo di solito si intendono le discipline avanzate riservate a chi ha già centinaia di lanci alle spalle, come wingsuit, freefly, swoop e lanci ad alta quota, e i grandi record stratosferici di Felix Baumgartner (2012) e Alan Eustace (2014). Il lancio in tandem con istruttore è estremo per le sensazioni, non per il rischio: non richiede esperienza e tutta la parte tecnica la gestisce l'istruttore. Alle discipline avanzate, invece, si arriva solo per gradi.

In sintesi

Pronto a lanciarti? Prenota il tuo tandem senza pagamento anticipato.

Prenota ora

Cosa si intende per paracadutismo estremo?

Nelle ricerche "paracadutismo estremo", "lancio estremo" o "extreme skydiving" finiscono insieme cose molto diverse: il primo salto in tandem di chi non ha mai visto un aereo da vicino, le gare di velocità in caduta libera, le tute alari e i salti dalla stratosfera. Per orientarsi conviene separare due significati della parola.

Il primo è estremo come esperienza: l'uscita dall'aereo, la caduta libera, il vento, la quota. Il secondo è estremo come livello di rischio e di abilità richiesta: discipline in cui l'errore del paracadutista pesa molto e che si affrontano solo dopo anni di pratica. Il tandem rientra nel primo significato. Wingsuit, swoop e lanci ad alta quota rientrano nel secondo.

Il lancio in tandem è uno sport estremo?

Per le sensazioni sì: da noi si sale a 4.200 metri, si fanno circa 60 secondi di caduta libera intorno ai 200 km/h e poi 5-10 minuti sotto la vela aperta. Per il rischio, detto con onestà, è un'altra cosa. Sei agganciato a un istruttore certificato che gestisce uscita, apertura, eventuali emergenze e atterraggio, e ogni sistema monta una vela principale, una di riserva e un dispositivo di apertura automatica.

Il rischio zero non esiste in nessuna attività aerea, e non lo diciamo. I numeri aiutano però a capire dove si concentra. Secondo la USPA, l'associazione dei paracadutisti statunitensi, nel 2025 i suoi membri hanno fatto 3,47 milioni di lanci e negli Stati Uniti ci sono stati 16 incidenti mortali: tutti i tipi di lancio insieme, non solo tandem. La stessa USPA osserva che molti incidenti riguardano paracadutisti esperti che spingono oltre i propri limiti e sbagliano l'atterraggio con una vela perfettamente funzionante. In altre parole, il rischio cresce con la ricerca della prestazione, non con il primo salto.

Se vuoi capire come funzionano riserva, dispositivo automatico e ruolo dell'istruttore, è tutto spiegato in quanto è sicuro lanciarsi con il paracadute.

Quali sono le discipline più estreme del paracadutismo?

Sono le specialità che i paracadutisti affrontano dopo il brevetto, quando hanno già accumulato esperienza. Ecco una mappa rapida.

DisciplinaIn cosa consistePerché è considerata avanzata
FreeflyCaduta libera in posizioni verticali, a testa in giù o seduti, invece che a pancia in giùSi cade più veloci e serve un controllo del corpo molto preciso, anche vicino ad altri paracadutisti
WingsuitVolo con una tuta alare che trasforma parte della caduta in planata orizzontaleNegli Stati Uniti le regole USPA richiedono almeno 200 lanci e una licenza valida
Swoop (canopy piloting)Pilotaggio della vela in atterraggi ad alta velocità, misurati in velocità, distanza e precisioneL'errore avviene vicino al suolo, con poco margine per correggerlo
Lanci HALO e HAHOLanci da alta quota nati in ambito militare: apertura bassa (HALO) o alta (HAHO)Sopra certe quote servono ossigeno e procedure dedicate

Freefly: cadere in verticale

Nel paracadutismo di base si cade in posizione orizzontale, a pancia in giù. Nel freefly si vola anche in verticale, a testa in giù o in posizione seduta, e si cambia assetto durante il lancio. Le velocità sono più alte e lo spazio per l'errore più stretto, soprattutto quando si vola in gruppo. Dal freefly nascono anche discipline di gara come la VFS, di cui parliamo nell'articolo sul paracadutismo competitivo.

Wingsuit: la tuta alare

La wingsuit ha superfici di tessuto tra braccia, busto e gambe che permettono di planare in avanti invece di cadere quasi in verticale. È la disciplina che più si associa all'idea di paracadutismo estremo, ed è anche una di quelle con le regole più chiare sull'esperienza minima. Nei requisiti di sicurezza di base della USPA si legge che chiunque faccia un lancio in wingsuit deve avere almeno 200 lanci e una licenza in corso di validità. La USPA raccomanda anche un corso di primo volo con un coach esperto.

La soglia non è un numero magico. In un approfondimento la USPA spiega che a quel punto le abitudini di sicurezza dovrebbero essere diventate automatiche, così da lasciare spazio mentale a un compito in più. Le regole cambiano da paese a paese e da centro a centro: chi punta alla wingsuit deve verificare quelle del posto in cui salterà.

Swoop: quando l'adrenalina è all'atterraggio

Nello swoop, o canopy piloting, la parte estrema non è la caduta libera ma gli ultimi secondi. Il paracadutista usa vele piccole e veloci e una manovra prima dell'atterraggio per accumulare velocità e scivolare a pochi centimetri dal terreno prima di toccare. È una disciplina di competizione riconosciuta, ma anche quella in cui un errore di valutazione costa di più, perché succede vicino al suolo. Si arriva dopo un lungo lavoro sul pilotaggio della vela, un passo alla volta.

HALO e HAHO: i lanci ad alta quota

Le sigle vengono dall'ambito militare: HALO significa salto da alta quota con apertura bassa, HAHO salto da alta quota con apertura alta, subito dopo l'uscita. Nel paracadutismo civile i lanci da quote superiori a quelle normali esistono, ma richiedono ossigeno e procedure specifiche. Le regole della USPA, per esempio, rendono obbligatorio l'ossigeno a bordo dell'aereo per i lanci oltre i 15.000 piedi, circa 4.570 metri. Il nostro tandem parte da 4.200 metri, sotto quella soglia.

Il BASE jumping è paracadutismo?

No, e la differenza conta. Nel BASE jumping ci si lancia da strutture fisse come pareti di roccia, ponti o edifici, da quote molto più basse di un aereo, con pochissimo tempo per gestire un problema e il rischio di urtare la parete. Non è una disciplina del paracadutismo sportivo, noi non lo pratichiamo e non lo insegniamo.

Gli studi sono chiari. Una ricerca condotta in Norvegia sul massiccio del Kjerag ha analizzato 20.850 salti e ha stimato un rischio di morte dello 0,04% per salto. Uno studio più recente sulla valle di Lauterbrunnen, in Svizzera, ha contato 39 morti tra il 2007 e il 2016, con un tasso stimato tra lo 0,02% e lo 0,08% a seconda di quanti salti si ipotizzano. Per confronto, i dati USPA del 2025 citati sopra corrispondono a meno di mezzo incidente mortale ogni 100.000 lanci: lo 0,04% del Kjerag, invece, equivale a circa 40 ogni 100.000. Sono statistiche raccolte in modo diverso, quindi il confronto è indicativo, ma la distanza è di decine di volte.

Quali sono i record più estremi del paracadutismo?

I record che hanno fatto la storia del paracadutismo estremo sono due salti dalla stratosfera, entrambi partiti da Roswell, nel Nuovo Messico.

RecordChiQuandoDato
Velocità massima in caduta liberaFelix Baumgartner14 ottobre 20121.357,6 km/h
Quota di uscitaFelix Baumgartner (poi superato)14 ottobre 201238.969,4 m
Quota di uscita, record attualeAlan Eustace24 ottobre 201441.422 m
Velocità in speed skydiving, donne (FAI)Natisha Dingle30 agosto 2025497,31 km/h

Felix Baumgartner, con la missione Red Bull Stratos, salì in una capsula pressurizzata appesa a un pallone a elio e si lanciò da 38.969,4 metri. Secondo il Guinness dei primati raggiunse 1.357,6 km/h, diventando il primo uomo a superare la velocità del suono in caduta libera, e la sua caduta libera coprì oltre 36.000 metri. Il record di velocità è ancora suo.

Alan Eustace, allora dirigente di Google, superò la quota due anni dopo: secondo il Guinness si lanciò da 41.422 metri, record verificato dalla FAI nell'aprile 2015. A differenza di Baumgartner non usò una capsula: salì appeso al pallone dentro una tuta pressurizzata e scese stabilizzato da un piccolo paracadute frenante (drogue). Ha raccontato di aver superato i 1.300 km/h e di essere rimasto in caduta libera per 4 minuti e 27 secondi.

C'è anche un pezzo d'Italia. Nel 2019 la paracadutista italiana Mascia Ferri stabilì a Dunkeswell, in Inghilterra, il record mondiale femminile di speed skydiving con 418,25 km/h, come riportò l'AGI. Il record è stato poi superato più volte: oggi, secondo il Guinness, appartiene all'australiana Natisha Dingle con 497,31 km/h.

Quali sport estremi si possono fare in Italia?

Se cerchi sport estremi in Italia, oltre al paracadutismo ci sono alcune attività con luoghi ben noti. Una breve panoramica:

Per tutte queste attività vale la stessa regola: affidati a operatori professionali e chiedi sempre come gestiscono la sicurezza.

Come si arriva alle discipline avanzate?

Nessuno inizia dalla wingsuit o dallo swoop. Il percorso tipico è questo:

  1. Un lancio in tandem, se vuoi. Non è obbligatorio, ma è il modo più semplice per capire se il paracadutismo fa per te. Come funziona la giornata è spiegato in primo lancio in tandem.
  2. Il corso AFF. Una giornata di teoria e 7 livelli pratici in cui impari a gestire da solo caduta libera, apertura e atterraggio, con gli istruttori al tuo fianco nei primi livelli. Programma e requisiti sono nella pagina del corso AFF.
  3. Lanci ed esperienza. Dopo il brevetto si continua a saltare: stabilità, lavoro con altri paracadutisti, pilotaggio della vela. È la fase più lunga, e anche quella che costruisce le abitudini di sicurezza.
  4. La specializzazione. Solo a questo punto si sceglie una disciplina, con corsi e coach dedicati. I requisiti dipendono dalle regole del paese e del centro: per la wingsuit la USPA chiede 200 lanci, per le altre discipline chiedi agli istruttori del centro in cui saltano.

Il lancio in tandem resta un'esperienza completa anche da solo: non ti impegna a fare il corso, e moltissimi lo fanno una volta e basta. Da noi costa 180 € nei giorni infrasettimanali e 200 € nel weekend e nei festivi, si prenota gratis e si paga il giorno del lancio: i dettagli sono nella pagina prezzi.

Domande frequenti

Chi detiene il record del lancio con il paracadute più alto?
Alan Eustace, che il 24 ottobre 2014 si è lanciato da 41.422 metri sopra Roswell, nel Nuovo Messico. Il record di velocità in caduta libera, 1.357,6 km/h, resta invece di Felix Baumgartner, stabilito nel 2012.
Serve un fisico da atleta per fare un lancio in paracadute?
Per il tandem no: bastano almeno 16 anni (con il consenso dei genitori se sei minorenne), un peso massimo di 100 kg e una buona salute. Per il corso AFF è richiesta anche una visita medica sportiva.
Posso fare il corso AFF senza aver mai fatto un tandem?
Sì. Il tandem non è obbligatorio per iscriversi al corso AFF. È solo un buon modo per capire se il paracadutismo ti piace prima di iniziare un percorso.
Cosa vuol dire extreme skydiving?
È il termine inglese con cui si indicano di solito le discipline avanzate del paracadutismo, come wingsuit, freefly e swoop, e i salti da record dalla stratosfera. Non è il nome di una specialità ufficiale.
Durante un lancio in tandem serve l'ossigeno?
No. Da noi il tandem parte da 4.200 metri e si respira normalmente per tutto il lancio. L'ossigeno entra in gioco nei lanci da quote più alte: le regole USPA, per esempio, lo rendono obbligatorio a bordo oltre i 15.000 piedi, circa 4.570 metri.

Pronto a vivere il tuo lancio in tandem?

Prenotazione gratuita e modificabile, nessun pagamento anticipato. Oltre 400 recensioni a 5 stelle.

Risorse utili

Continua a leggere

Pronto a lanciarti?

Prenota il tuo lancio in tandem da 4.200 metri e vivi un'esperienza indimenticabile in totale sicurezza.